A Roma il workshop “Opportunità e rischi del cambiamento”: medici e pazienti di nuovo insieme grazie alla Fondazione Cutino
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A Roma il workshop “Opportunità e rischi del cambiamento”: medici e pazienti di nuovo insieme grazie alla Fondazione Cutino

La Fondazione Franco e Piera Cutino è felice di aver riunito nuovamente medici, pazienti e rappresentanti di diversi Centri di talassemia italiani in occasione del workshop “Opportunità e rischi del cambiamento”, che si è svolto a Roma come momento di confronto dedicato al rapporto tra cura, ascolto e trasformazione.

L’iniziativa ha rappresentato una nuova tappa del percorso avviato dalla Fondazione per favorire il dialogo tra chi vive ogni giorno la talassemia e l’anemia falciforme e chi, nei Centri di cura, accompagna i pazienti lungo percorsi spesso complessi e di lunga durata. Al centro della giornata non c’è stato il confronto sulle terapie in senso tecnico, ma una riflessione più ampia e profonda sul modo in cui il cambiamento viene vissuto, accolto e comunicato. Un tema che riguarda tanto i pazienti quanto i clinici: da una parte le aspettative, le paure, i dubbi e il bisogno di sentirsi ascoltati; dall’altra la responsabilità di accompagnare il cambiamento con attenzione, empatia e capacità di relazione.

Come emerso anche dalle interviste raccolte nel video racconto del workshop, il cambiamento non è mai soltanto un passaggio clinico o organizzativo. È anche un processo psicologico, emotivo e relazionale, che richiede fiducia reciproca, chiarezza nella comunicazione e disponibilità a mettersi in ascolto dell’altro.

Giuseppe Cutino, presidente onorario della Fondazione Franco e Piera Cutino, ha sottolineato la soddisfazione della Fondazione per essere riuscita a creare nuovamente uno spazio di incontro tra medici e pazienti. Un’occasione importante per dare continuità al lavoro svolto negli anni, rafforzando il ruolo della Fondazione come luogo di dialogo tra ricerca, assistenza e bisogni concreti delle persone con talassemia e anemia falciforme.

Aurelio Maggio, presidente della Fondazione Cutino, ha richiamato l’attenzione sul valore del confronto tra clinici e pazienti quando si parla di cambiamento. Il cambiamento, infatti, non può essere considerato solo nella sua dimensione scientifica, ma deve essere accompagnato tenendo conto delle reazioni, delle resistenze e delle aspettative di chi lo vive direttamente.

Raffaella Origa, presidente della SITE, ha evidenziato l’importanza di lavorare sulla relazione medico-paziente, soprattutto nelle patologie croniche. Nel cambiamento entrano in gioco non solo le decisioni cliniche, ma anche il modo in cui queste vengono comunicate, comprese e condivise. Per questo, momenti come il workshop sono preziosi per aiutare clinici e pazienti a riconoscere meglio il punto di vista reciproco.

La giornata ha permesso ai partecipanti di confrontarsi sulle barriere psicologiche che possono emergere davanti a un cambiamento: il timore dell’incertezza, la difficoltà ad abbandonare abitudini consolidate, il bisogno di fidarsi e affidarsi, ma anche la necessità, per i clinici, di trovare modalità di comunicazione sempre più attente alla persona.

Per la Fondazione Cutino, promuovere appuntamenti come questo significa contribuire alla costruzione di una comunità più consapevole, capace di affrontare il cambiamento non come un momento isolato, ma come un percorso condiviso. Un percorso in cui pazienti, medici, psicologi, associazioni e Centri di cura possano continuare a confrontarsi, mettendo al centro la qualità della vita delle persone.

La Fondazione Franco e Piera Cutino ringrazia tutti i partecipanti, i clinici, i pazienti e i rappresentanti dei Centri presenti al workshop.

Un ringraziamento particolare va a OMaR – Osservatorio Malattie Rare, alla Federazione UNITED e alla Fondazione “Leonardo Giambrone” per il patrocinio concesso all’iniziativa.

La Fondazione desidera inoltre ringraziare Olio Barbera e Pasì, che hanno sostenuto l’evento donando prodotti tipici siciliani inseriti nelle gift bag consegnate a tutti i partecipanti.

Si ringraziano infine Avanzanite, Bristol Myers Squibb e Vertex per il contributo non condizionante.

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